Le estati sempre più calde, la maturazione accelerata delle uve e gli equilibri che cambiano di anno in anno stanno mettendo in discussione strumenti e parametri che per decenni hanno guidato le decisioni in vigneto e in cantina.
Se fino a pochi anni fa zuccheri e acidità erano sufficienti per descrivere lo stato di maturazione dell’uva, oggi non basta più. È necessario conoscere in tempi rapidi anche molte altre caratteristiche qualitative che influenzano il vino finale, dalla componente fenolica agli aromi, fino al potenziale enologico delle uve.
Da questa esigenza nasce QUALVIN – Metodi rapidi per la valorizzazione della qualità delle uve e del vino nel contesto del cambiamento climatico, progetto finanziato dalla Regione Piemonte nell’ambito dell’intervento SRG01 – Sostegno ai Gruppi Operativi PEI-AGRI e presentato il 12 giugno nella sede di Vignaioli Piemontesi a Castagnito.
Ad aprire i lavori è stato il direttore di Vignaioli Piemontesi Davide Viglino, che ha sottolineato come il settore vitivinicolo sia chiamato a un vero cambio di paradigma: i cambiamenti climatici e le nuove richieste del mercato impongono strumenti innovativi capaci di supportare le decisioni di tecnici e viticoltori, rendendo la ricerca sempre più centrale per il futuro della viticoltura.

QUALVIN raccoglie l’eredità del precedente progetto QUALSHELL e punta a sviluppare metodi rapidi, economici e facilmente applicabili per valutare la qualità delle uve direttamente in fase di raccolta.
Tra le tecnologie protagoniste c’è la spettrometria RAMAN, una tecnica che permette di analizzare l’acino intero in pochi secondi, senza distruggerlo. Alessio Sacco (INRIM) ne ha illustrato il funzionamento, evidenziandone la rapidità e la possibilità di essere utilizzata direttamente in vigneto o al conferimento delle uve.
L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: offrire informazioni immediate che aiutino viticoltori ed enologi a prendere decisioni più consapevoli proprio nel momento più delicato dell’anno, la vendemmia.
La vera innovazione del progetto è l’integrazione tra spettrometria RAMAN e intelligenza artificiale.
Come spiegato da Andrea Rossi (INRIM), gli spettri raccolti dal dispositivo portatile saranno elaborati attraverso algoritmi di IA e modelli predittivi, capaci di costruire banche dati sempre più accurate e di restituire indicazioni affidabili sulla composizione e sulla qualità delle uve.
Uno strumento destinato a diventare un importante supporto decisionale per il tecnico e il viticoltore, soprattutto in un contesto climatico sempre più variabile.
Durante il workshop Silvia Motta (CREA-VE) e Simone Giacosa (Università di Torino) hanno illustrato come il cambiamento climatico stia modificando la fisiologia della vite e, di conseguenza, le caratteristiche dei vini.
Tra gli effetti più evidenti figurano l’aumento del grado alcolico, la diminuzione dell’acidità, la perdita di colore e di intensità aromatica e l’incremento di alcuni composti fenolici, come la quercetina.
Per questo motivo diventa fondamentale disporre di strumenti capaci di descrivere in maniera più completa la qualità dell’uva rispetto alle tradizionali analisi.
Antonella Bosso (CREA-VE) ha evidenziato come QUALVIN nasca proprio per rispondere alle esigenze delle cantine, mettendo a disposizione dati utili per definire la qualità e il valore commerciale delle uve e scegliere gli eventuali interventi correttivi già al momento della raccolta.
Il progetto è coordinato dal CREA – Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia e coinvolge Università di Torino, INRIM, Studio Vassallo, Vignaioli Piemontesi, Confagricoltura Cuneo e numerose aziende vitivinicole piemontesi, tra cui Terre del Barolo, Marchesi di Barolo, Poderi Roccanera, Viberti Giovanni e Voerzio Martini.
Nei prossimi due anni le tecniche sviluppate saranno validate sulle vendemmie 2026 e 2027, principalmente al momento del conferimento delle uve in cantina.
Vignaioli Piemontesi avrà un ruolo centrale nella divulgazione dei risultati attraverso la propria attività di consulenza, la rivista Millevigne, il sito internet, la newsletter e il futuro portale dedicato al progetto QUALVIN.
PROGETTO QUALVIN – Metodi rapidi per la valorizzazione della qualità delle uve e del vino nel contesto del cambiamento climatico arrivano in aiuto spettrometria e IA per salvaguardare la qualità dei vini
Capofila del progetto è CREA Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – Viticoltura ed Enologia.
Gli altri partner sono, per la parte scientifica, Università di Torino, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari,e INRIM Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica.
Partner Studio Vassallo è una società di consulenza e progettazione che da anni opera come facilitatore della comunicazione e del coordinamento di progetti a livello regionale e nazionale;
partner Cantina Terre del Barolo è una delle principali realtà cooperative del Piemonte;
partner Azienda Poderi Roccanera S.S. è una piccola azienda agricola situata a Cossano Belbo, che segue il processo di produzione del vino nella sua interezza, dalla coltivazione del vigneto fino alla lavorazione del vino in cantina e al suo imbottigliamento;
partner Azienda Antichi Poderi dei Marchesi di Barolo costituisce il ramo produttivo di una delle più importanti realtà vitivinicole piemontesi, che da più di due secoli è attiva sul territorio di Barolo e che proprio nella nascita e nell’affermazione dell’omonimo vino ha rivestito un ruolo fondamentale;
partner Azienda Viberti Giovanni S.S. è un produttore di vini ubicato nel comune di Barolo. L’azienda è meritevole di menzione come una delle realtà vitivinicole più interessanti della provincia di Cuneo. I vini dell’azienda risultano essere rappresentativi dell’eccellenza produttiva della regione Piemonte;
partner Azienda Voerzio Martini S.S. è un’azienda nuova, ma con una grande storia, poiché rappresenta la continuità dell’azienda Gianni Voerzio di La Morra: alla sua esperienza di affermato “vigneron” maturata negli anni, si affiancheranno le idee innovative dell’enologo Mirko Martini e di Federica Martini;
partner Confagricoltura Cuneo fa parte di Confagricoltura, organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola italiana;
partner VIGNAIOLI PIEMONTESI, nell’ambito del progetto mira a coinvolgere l’intera compagine sociale e le aziende enologiche del territorio attraverso un’attività di consulenza e divulgazione. Vignaioli Piemontesi metterà a disposizione la propria struttura, le proprie attrezzature e l’attività svolta dai dipendenti per offrire consulenza alle aziende enologiche e cantine cooperative al fine di far conoscere e introdurre l’innovazione al settore vinicolo piemontese, anche attraverso la propria rivista tecnica, Millevigne, distribuita trimestralmente su abbonamento in tutta Italia con una tiratura di 10000 copie, il sito internet e la newsletter quindicinale.
Iniziativa finanziata dal Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Piemonte – intervento SRG01 – Sostegno ai Gruppi Operativi PEI-AGRI, nell’ambito del progetto QUALVIN – Metodi rapidi per la valorizzazione della qualità delle uve e del vino nel contesto del cambiamento climatico CUP J37P26000010009