La viticoltura collinare piemontese è molto più di un’attività agricola: è paesaggio, cultura, occupazione, presidio del territorio e motore economico per intere comunità. Ma quanto costa oggi produrre vino sulle colline del Piemonte? Quali sono le prospettive economiche per le aziende? E quali sfide attendono il settore nei prossimi anni?
A queste domande prova a rispondere il volume “Economia della Viticoltura Collinare Piemontese – Analisi e Riflessioni Prospettiche”, disponibile qui grazie al patrocinio dell’Accademia di Agricoltura di Torino e dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
L’opera è stata curata dall’enologo Alberto Cugnetto, dall’avvocato Diego Saluzzo e dall’enologo Paolo Sartirano, tre professionisti che da anni osservano da vicino l’evoluzione della viticoltura piemontese e le sue dinamiche economiche.

Uno degli aspetti più interessanti del lavoro è l’attenzione dedicata ai numeri. Lo studio analizza infatti i costi di produzione e la redditività delle aziende vitivinicole operanti nei principali territori collinari piemontesi, con particolare riferimento a Langhe, Monferrato e Roero.
Emergono le peculiarità di una viticoltura che, proprio per le caratteristiche morfologiche dei territori, presenta costi spesso superiori rispetto alle aree di pianura, ma che al tempo stesso genera un valore aggiunto straordinario grazie alla qualità delle produzioni e alla forte identità territoriale.
Lo studio affronta anche il tema dell’innovazione tecnologica e della meccanizzazione, argomenti sempre più centrali in un contesto caratterizzato dalla difficoltà di reperire manodopera specializzata e dalla necessità di contenere i costi.
Particolare attenzione viene dedicata ai vigneti situati sui versanti più ripidi, dove l’introduzione delle tecnologie incontra inevitabilmente limiti tecnici, economici e paesaggistici. Una riflessione che interessa da vicino molte delle aree vitate piemontesi e che sarà sempre più attuale nei prossimi anni.
L’opera non si limita a fotografare la situazione attuale, ma propone una lettura prospettica delle evoluzioni che attendono il comparto. Tra i temi affrontati figurano le nuove politiche europee, il cosiddetto “Pacchetto Vino” dell’Unione Europea previsto per il 2026 e gli effetti del Regolamento UE 1143/2024, destinati a incidere sulle strategie delle imprese vitivinicole.
Secondo gli autori, il futuro della viticoltura collinare piemontese passerà dalla capacità di integrare innovazione, sostenibilità economica, tutela del paesaggio e valorizzazione delle denominazioni, mantenendo competitivo un modello produttivo che rappresenta uno dei punti di forza dell’enologia italiana.
Per produttori, tecnici, amministratori e operatori della filiera, questo volume rappresenta un’importante occasione di approfondimento. Non solo un’analisi economica, ma uno strumento di riflessione strategica su quale direzione debba prendere la viticoltura piemontese per continuare a essere protagonista sui mercati internazionali senza perdere il legame con i propri territori.
Una lettura che contribuisce a mettere al centro un tema fondamentale: il valore della viticoltura collinare non può essere misurato soltanto in termini produttivi, ma anche per il ruolo che svolge nella tutela del paesaggio, dell’identità e dell’economia delle colline piemontesi.