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Vino: si potrà inserire “Piemonte” in etichetta

Sulle etichette dei vini Roero Docg e Alta Langa Docg potrà comparire, accanto alla denominazione, anche la dicitura geografica più ampia “Piemonte”. È la prima tappa concreta di un progetto più ampio che coinvolgerà, entro l’estate, tutte le 60 denominazioni d’origine della nostra regione, grazie al lavoro sinergico dei Consorzi di tutela, della Regione Piemonte e di Piemonte Land of Wine.

Un’innovazione che punta a rafforzare l’identità collettiva dei vini piemontesi, facendo leva sul nome “Piemonte” come garanzia di qualità, origine e prestigio internazionale.

Una conquista attesa dai produttori

«È una conquista alla quale ho lavorato fin dall’inizio del mio mandato» – ha commentato Paolo Bongioanni, assessore regionale all’Agricoltura – «raccogliendo un desiderio espresso dai produttori e traducendolo in una possibilità concreta grazie all’impegno della struttura tecnica dell’Assessorato». La normativa europea non consente l’utilizzo di loghi o marchi promozionali come “Eccellenza Piemonte – Piemonte Is” sulle etichette dei vini a denominazione. Tuttavia, prevede la possibilità di inserire una menzione geografica più ampia, riconosciuta e coerente con i confini amministrativi della regione. Da qui la scelta di includere la parola “Piemonte” come elemento aggiuntivo, chiaro e legittimo, a supporto del posizionamento dei vini sul mercato.

Un passo condiviso, un progetto unitario

La modifica dei disciplinari è stata approvata all’unanimità dalle assemblee dei soci dei Consorzi Roero e Alta Langa. Un segnale forte di coesione, come evidenziato da Francesco Monchiero, presidente di Piemonte Land of Wine:
«È un progetto nato per dare forza al brand Piemonte, al quale l’assessore Bongioanni ha dato una decisiva accelerazione. Il consenso dei produttori è stato compatto, e il clima di collaborazione tra i consorzi sta permettendo un’avanzata rapida e condivisa. Dopo Roero e Alta Langa, anche il Consorzio Barbera – con le sue undici denominazioni – ha avviato il percorso. Barolo e Barbaresco hanno già dato via libera alla modifica in CdA, con assemblee previste a inizio giugno. L’obiettivo è portare a termine tutto entro l’estate».

Come sarà visibile l’indicazione “Piemonte” in etichetta?

La menzione “Piemonte” sarà facoltativa, e potrà essere inserita:

  • sotto la denominazione d’origine (es. Roero Docg / Arneis)

  • dopo l’eventuale menzione di un cru o sottozona

  • in caratteri non più grandi rispetto alla denominazione principale

Un piccolo dettaglio che potrà però avere grande forza comunicativa, specie nei mercati esteri.

Quando lo vedremo in bottiglia?

Una volta completato l’iter di approvazione da parte dei Consorzi, la modifica dovrà essere ratificata dal Comitato Nazionale Vini del MASAF. Se i tempi saranno rispettati, l’approvazione potrebbe arrivare già in autunno, con decreto ministeriale. Le prime bottiglie con l’indicazione “Piemonte” in etichetta potrebbero così essere quelle della vendemmia 2026. È allo studio anche la possibilità, per alcune denominazioni che prevedono un lungo affinamento prima dell’imbottigliamento (come Barolo, Barbaresco o le Riserve), di applicare retroattivamente la modifica anche a vini attualmente in cantina.

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