Il cambiamento climatico è ormai una condizione strutturale con cui la viticoltura deve confrontarsi ogni anno. Il Piemonte del vino lo sa bene: l’annata 2023, segnata da caldo e siccità, ha registrato un calo produttivo di circa il 12%. Il 2024, al contrario, caratterizzato da piogge persistenti, ha determinato una flessione intorno al 5%.
Si tratta di uno strumento gratuito, unico nel suo genere, pensato per supportare viticoltori e agronomi con informazioni tecniche e scientifiche di qualità, utili a prevenire e affrontare gli eventi climatici estremi.
Il progetto è promosso dalla Camera di commercio di Torino, insieme al suo Laboratorio Chimico, che da anni finanzia studi sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla viticoltura del territorio.
La piattaforma è il risultato del lavoro di un gruppo di professionisti esperti, con la supervisione scientifica del Dipartimento DISAFA dell’Università degli Studi di Torino e della Fondazione Dalmasso.
L’obiettivo è chiaro: trasformare i dati climatici in strumenti operativi, offrendo strategie concrete per migliorare la resilienza dei vigneti e rafforzare la capacità decisionale delle aziende.
