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Contributo innovazione: cos’è il credito di imposta R&D

Oggi il requisito dell’innovazione è d’obbligo in tutte le realtà produttive. Infatti, le aziende di tutti i settori sono in costante fermento per applicare sempre nuove idee e nuove modalità per rimanere sul mercato consolidando la propria posizione e migliorarla.

Anche il settore vinicolo non fa eccezione. Pur partendo da una solida e consolidata storia e tradizione, ha molti ambiti nei quali sviluppa costantemente innovazione di prodotto e/o di processo.

Le variabili nella produzione di un buon vino sono molteplici e per esaltare e raggiungere i caratteri organolettici voluti, gli imprenditori sono chiamati a sviluppare lunghi e spesso dispendiosi percorsi di lavoro per arrivare ai risultati desiderati. Molto probabilmente le attività che svolge, il tempo che dedica e i costi che sostiene possono beneficiare di questo incentivo fiscale.

Grazie all’incentivo automatico del credito di imposta per ricerca e sviluppo, l’azienda può ottenere un fortissimo recupero dei costi sostenuti in queste attività, si può arrivare fino al dimezzamento. Questo strumento fiscale consente infatti di godere di un importante contributo nella forma di un credito fiscale direttamente utilizzabile in F24 a partire dal mese successivo alla redazione della documentazione richiesta.

Per godere del beneficio la norma impone un iter relativamente semplice che non prevede l’invio di domande e il benestare di una commissione valutativa. L’azienda infatti può determinare in autonomia l’entità del proprio beneficio fiscale e fruirlo in compensazione delle imposte senza limitazioni specifiche. L’azienda è però tenuta a redigere e conservare una adeguata documentazione contabile ed extra contabile per poter dimostrare, in sede di ipotetica verifica fiscale, le modalità con cui ha determinato il beneficio.

Fondamentale quindi è avvalersi di validi ed esperti consulenti che siano specificatamente preparati su questa norma. Identificare in modo corretto quali sono i progetti di innovazione ammissibili e quali invece non possono essere rendicontati, identificare bene i costi e verificarne la congruità rispetto la profondità di innovazione dei progetti, soddisfare i requisiti formali che la norma impone: questi sono gli aspetti più delicati per i quali l’azienda deve essere affiancata da un bravo consulente, che grazie alla propria professionalità deve mettere al riparo l’azienda da possibili contestazioni.

Il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo va visto come uno strumento economico che consente all’azienda in pratica di recuperare liquidità immediata, ma va anche visto come uno strumento di pianificazione degli investimenti in innovazione che l’imprenditore vorrebbe avviare ma che sono rimasti nel cassetto dei desideri per molto tempo. Il meccanismo incrementale su cui si basa la norma, consente per esempio di spesare al 50% il costo di una nuova risorsa che viene introdotta in azienda per occuparsi a tempo pieno di ricerca e sviluppo.

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