Un museo a cielo aperto che custodisce la memoria e il futuro della viticoltura: è il vigneto-collezione di Grinzane Cavour, dove oltre 500 varietà del patrimonio genetico viticolo dell’Italia nord-occidentale – comprese molte rare, minori o a rischio di estinzione – sono state raccolte e preservate per la ricerca e la valorizzazione.
Il 4 settembre, il campo ampelografico ai piedi del Castello ha aperto le sue porte a studiosi, tecnici e appassionati, con una visita guidata che ha raccontato l’unicità di questo straordinario patrimonio.

L’idea di realizzare questa collezione nasce dal lavoro dei ricercatori del CNR – Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, in particolare Anna Schneider e Stefano Raimondi, che da anni portano avanti un’attività di recupero e salvaguardia delle varietà autoctone. Oggi il vigneto si estende per oltre un ettaro e ospita accanto a varietà nazionali e internazionali, vitigni “ritrovati” che rischiavano l’estinzione ma che possono ancora offrire spunti interessanti per la viticoltura del futuro: dal Baratuciàt alla Malvasia moscata, dalla Slarina alla Barbarossa, dal Pignolo spano al Cascarolo, solo per citarne alcuni.
L’appuntamento, organizzato in collaborazione con Vignaioli Piemontesi e CNR, si inserisce nel quadro del progetto europeo Shield4Grape, che mira a sviluppare strategie innovative per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e rafforzare la sostenibilità del comparto vitivinicolo.

Durante l’incontro, i relatori Stefano Raimondi e Salvatore Gambino (CNR) insieme a Daniela Tornato di Vignaioli Piemontesi hanno sottolineato come il vigneto-collezione rappresenti non solo un archivio vivente di biodiversità, ma anche una risorsa concreta per la ricerca applicata e per il futuro delle denominazioni piemontesi.
La giornata si è conclusa con un momento di grande interesse: la degustazione delle microvinificazioni di due varietà attualmente in fase di osservazione, a dimostrazione pratica di come i vitigni minori possano trasformarsi in vini originali e ricchi di personalità.

Il campo collezione di Grinzane Cavour non è solo un luogo di studio: è un ponte tra passato e futuro, tra la memoria di vitigni che hanno rischiato di sparire e le possibilità che essi possono offrire alle nuove generazioni di vignaioli. Un patrimonio che merita di essere conosciuto, custodito e valorizzato, perché dentro la diversità genetica si nasconde la chiave della resilienza e dell’innovazione. Il direttore di Vignaioli Piemontesi Davide Viglino firmerà un articolo su questo argomento sulla rivista Millevigne in uscita a dicembre.