Giovedì 19 marzo alle ore 14.30 al Foro Boario di Nizza Monferrato (AT) il CREA-VE di Asti presenterà i risultati di due progetti che mettono in relazione ricerca scientifica, formazione e valorizzazione del territorio vitivinicolo, affrontando temi centrali per il futuro dell’enologia: biodiversità microbica, cambiamento climatico e innovazione in cantina.

Il primo progetto nasce dalla collaborazione tra CREA-VE di Asti, ITS Umberto Pellati di Nizza Monferrato, Cantina di Nizza e l’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
Dal 2018 gli studenti dell’ITS Pellati, guidati dal professor Antonio Potenza, hanno partecipato ad attività di campionamento in tre vigneti, sotto la supervisione dell’enologo Alessandro Soggiu. I campioni d’uva raccolti sono stati successivamente analizzati nei laboratori del CREA-VE, con finalità sia didattiche sia di ricerca.
All’interno dell’istituto gli studenti hanno potuto apprendere tecniche di microbiologia e biologia molecolare, isolando e caratterizzando i lieviti presenti sulla buccia dell’uva. Parallelamente, il CREA ha approfondito lo studio scientifico combinando metodi tradizionali con il sequenziamento di nuova generazione (NGS).
Questo approccio consente di sequenziare tutto il DNA presente nelle acque di lavaggio dell’uva, offrendo una vera e propria fotografia quantitativa della popolazione di lieviti. L’analisi dei dati permette inoltre di osservare come cambia il micobioma dell’uva nel corso degli anni, fornendo informazioni preziose per comprendere i processi fermentativi e il legame tra microbiologia e territorio.
L’interesse scientifico e territoriale dell’iniziativa ha portato al sostegno dell’Associazione Paesaggi Vitivinicoli Unesco, che ha contribuito alle analisi e promosso la divulgazione dei risultati.
Accanto a questo lavoro si inserisce il progetto SINALC, finanziato dalla Fondazione CRC, che affronta una delle sfide più attuali per il settore vitivinicolo: l’aumento delle gradazioni alcoliche nei vini, conseguenza delle temperature sempre più elevate e del maggiore accumulo di zuccheri nelle uve.
La ricerca ha sperimentato una strategia integrata: vendemmia anticipata in vigneto per contenere il potenziale alcolico e utilizzo in cantina di lieviti non convenzionali, selezionati per la loro capacità di produrre meno alcol durante la fermentazione. L’obiettivo è ottenere vini più equilibrati e in linea con le preferenze dei consumatori moderni, preservando al tempo stesso la qualità aromatica.
Un percorso che dimostra come ricerca, formazione e innovazione tecnologica possano convergere per affrontare le nuove sfide del mondo del vino.
La partecipazione al convegno è gratuita, ma è necessario iscriversi entro il 16 marzo inviando la richiesta all’indirizzo: craenomicrobiologia@gmail.com.