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L’#ovadarevolution parte da 36 vignaioli

Nell’anno del Dolcetto, un gruppo di produttori hanno dato vita all’#ovadarevolution.

Ma che cos’è? L’ha ben sintetizzato Italo Danielli, Presidente del  Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG (costituitosi recentemente, solo nel 2013), illustrando il percorso che ha visto incrementare fortemente la qualità del prodotto, formarsi una squadra compatta di 36 produttori perlopiù giovani finalmente orgogliosi di portare in alto la bandiera dell’Ovada DOCG, e crearsi una rete di alleanze tra istituzioni, pubblico e privato che mira a rilanciare il territorio dell’ovadese partendo proprio da una produzione vinicola di antica tradizione.

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Questo gioco di squadra vede protagonista anche l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato.

L’OVADA DOCG

L’Ovada DOCG è prodotto interamente con uve Dolcetto coltivate in 22 comuni collinari dell’Alto Monferrato Ovadese e immediati dintorni, tra Acqui e Gavi, dagli Appennini verso la valle del Po ad un’altitudine di 200-400 mt sul livello del mare, massimo ammesso dal disciplinare 600 mt.

Le specifiche caratteristiche dei terroir dell’Ovadese e il particolare microclima della zona danno vita a un vino di notevole struttura, caratterizzato da robustezza e forza – più alcol, più tannini – non di rado da più acidità, da sapore concentrato e persistente e, proprio per la maggior struttura, da una spiccata attitudine all’invecchiamento.

Il vento marino che soffia dalla Liguria attraverso i filari arricchisce l’uva di profumi mediterranei, di sapidità e mineralità.

L’Ovada DOCG è caratterizzato dal colore rosso rubino intenso, con tonalità di mora. La forte presenza di antociani assicura una prolungata resistenza del colore durante l’invecchiamento. Esprime percezioni vinose e fruttate, soprattutto in fase giovanile, con sentori di prugne e ciliegie nere, a volte quasi con ricordi di cacao. Poi evolve progressivamente verso una notevole complessità, con sentori di spezie, mandorle e cioccolato amaro. 

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IL DISCIPLINARE

  • Resa non superiore a 70 q.li/ha (60 q.li/ha per la tipologia “Vigna”)
  • Gradazione alcolica minima: 12,5% vol (13,0% vol per la tipologia “Vigna”)
  • Resa max uva/vino: 70%
  • Acidità totale minima: 4,5 g/l -in acido tartarico
  • Estratto non riduttore: > 23 g/l (24 g/l per la tipologia “Vigna”)
  • Periodo minimo di invecchiamento: 12 mesi (20 mesi per la tipologia “Vigna”, 24 mesi per le tipologie “Riserva” e “Vigna Riserva”) – nessuna specifica quanto ai materiali
  • Vinificazione/invecchiamento in zona (salvo deroghe autorizzate)

 

I NUMERI DELL’OVADA DOCG 

  • Attualmente l’Ovada DOCG viene prodotto in 100.000 bottiglie, in crescita nell’ultimo biennio con percentuali superiori al 20%.
  • La distribuzione è 90 % in Italia e 10% all’Estero.
  • Gli ettari vitati complessivi sono 110.
  • Sono circa 50 le aziende produttrici (dato 2018), il 70% delle quali associate al Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG. La maggior parte delle aziende è a conduzione familiare ed esegue internamente le fasi di produzione, vinificazione e imbottigliamento.

 Il TERROIR

Frutto di un microclima particolare, “[il Dolcetto a Ovada] è vino che (a differenza del normale Dolcetto che ama essere bevuto giovane) per le caratteristiche particolari del clima e la natura del terreno, gradisce un invecchiamento anche prolungato come altri più conosciuti vini del Piemonte.” (L. Veronelli, Epoca)

 IL TERRENO

Dal punto di vista geologico, il terroir dell’Ovada DOCG presenta terreni di matrice diversa che rendono uniche le caratteristiche del vino e del paesaggio. La terra argillosa delle vigne che si estendono verso la pianura conferisce al vino struttura e colore, mentre la terra calcarea, bianca, delle vigne verso l’Appennino conferisce la componente minerale e favorisce la produzione di uve con un alto tasso di acidità.

Alcuni vitigni presentano una combinazione di terreno calcareo e argilloso, rendendo la coltivazione particolarmente complessa.

Non è un vitigno rigoglioso, è importante quindi gestire un rapporto ottimale tra foglie e frutti.

Non ama terre leggere, geologicamente giovani, dove può soffrire la sete, ma non ama nemmeno terreni troppo fertili e con ristagno di acqua. Valorizzato da impianti fitti, la forma di allevamento dominante è il Guyot con potatura a 5/8 gemme.

Il CLIMA

Il clima dell’ovadese è temperato con caratteristiche di continentalità piuttosto marcate. Gli inverni presentano nevicate abbondanti con le temperature minime invernali che possono scendono sotto gli 0 °C. La vicinanza al Mar Ligure (meno di 25 km in linea d’aria) fa sì che le precipitazioni risultino abbondanti specialmente nei mesi autunnali. La primavera è ventilata e moderatamente piovosa.

A differenza del resto del Piemonte, l’estate nell’ovadese è la stagione più secca grazie alla vicinanza del Mar Ligure dal quale, per alcuni giorni all’anno, soffia aria umida – il Marin – che in alcuni casi può portare l’odore di salsedine anche in questi territori e temperature miti anche in inverno. In autunno il tempo si fa spesso grigio e piovoso e, occasionalmente, si presenta la nebbia.

LA STORIA, IN BREVE

Territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola, le prime tracce della coltivazione del vino Dolcetto nell’Ovadese trovano menzione in alcuni atti notarili di fine ‘200. Noto in epoca longobarda, nel periodo tra il 700 e l’800 è commercializzato nelle principali piazze europee con il nome di “Uva di Ovada”.  Gallesio nel 1800, all’interno della sua opera “Pomona Italiana”, scrive che “I più stimati [Dolcetti] sono quelli d’Ovada e dei suoi contorni…pare che il clima di quelle colline sia il più appropriato alla natura di quest’uva, mentre essa vi matura perfettamente senza che cadano gli acini, come avviene nei paesi meridionali e vi acquista un grado di perfezione a cui non giunge in verun altro luogo”.

Nel 1972 viene riconosciuta la DOC, prima denominazione di origine controllata per il Dolcetto in tutto il Piemonte. Nel 2008 si ottiene il riconoscimento a DOCG – con la Denominazione di Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada DOCG – grazie alle sue peculiarità, grande capacità di invecchiamento e struttura importante e al costante lavoro di selezione dei Produttor

Nel 2010, grazie all’azione sinergica di venti Comuni e all’impegno e volontà di tutti i produttori, viene istituita l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, territorio individuato dalla Regione Piemonte tra le quattordici aree che sono contraddistinte da una forte vocazione vitivinicola.

Nel 2013 viene Costituito il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG con l’obiettivo di tutelare e valorizzare l’Ovada DOCG e la sua unicità. Nel 2019, grazie soprattutto all’azione congiunta del Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG e dell’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, la Regione Piemonte proclama il 2019 – Anno del Dolcetto.

 IL CONSORZIO

Il Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG ha sede a Ovada, ed è presieduto da Italo Danielli.

Raggruppa circa trenta aziende vinicole della zona, impegnate nella produzione dell’Ovada DOCG, gioiello dell’enologia in Alto Monferrato e uno dei grandi rossi piemontesi.

I produttori dell’Ovada DOCG hanno saputo coniugare creatività artigiana, intraprendenza imprenditoriale e perseveranza nella ricerca della qualità raccogliendo la memoria tramandata di generazione in generazione in chiave contemporanea.

Costituitosi nel 2013 dopo un intenso lavoro di preparazione, il Consorzio ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza dell’Ovada DOCG e la sua immagine nel mondo, contribuendo, attraverso un dialogo costante con le istituzioni e gli enti interessati, alla promozione dell’intero territorio dell’Alto Monferrato, alla sua tutela paesaggistica e allo sviluppo del turismo enogastronomico e rurale.

 

 

 

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