Tra i filari del Piemonte torna a far parlare di sé la Slarina, un vitigno antico quasi dimenticato, ma che oggi si rivela una risorsa preziosa per affrontare le sfide del cambiamento climatico. Conosciuta già oltre un secolo fa per la sua resistenza naturale alla peronospora e all’oidio, questa varietà è ora al centro di una ricerca sperimentale nell’ambito del progetto europeo Shield4Grape.
Vignaioli Piemontesi, in collaborazione con il CNR – Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante, ha avviato prove in campo per verificare e misurare concretamente queste qualità, confrontando la Slarina con vitigni più diffusi come il Dolcetto.
I primi risultati saranno presentati mercoledì 31 luglio alle ore 9.30, nei vigneti dell’azienda G.D. Vajra a Farigliano. Sarà un’occasione per toccare con mano il potenziale di un vitigno che unisce tradizione e sostenibilità, aprendo nuove strade per una viticoltura più resiliente e attenta all’ambiente.
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